A rappresentare l’Italia agli Oscar i rom di Gioia Tauro: fa già discutere la candidatura di “A Ciambra”

‘A Ciambra’ va agli Oscar. Razzisti scatenati contro il film sui rom: «Buffonata»”. Il titolo dell’Espresso lancia l’allarme. Ma è quanto meno preventivo e poi la si dovrebbe smettere di trattare come fossero notizie vere i commenti degli utenti alle notizie. Detto questo, è proprio così: “A Ciambra”, la pellicola del trentatreenne italo-americano (nato a New York da padre italiano e madre afroamericana) Jonas Carpignano, è stata scelta dalla commissione dell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali per correre in rappresentanza dell’Italia agli Academy Awards 2018.

Il film di Carpignano, che vanta Martin Scorsese come produttore esecutivo, prende il nome dal quartiere di Gioia Tauro (Calabria) dove è stato girato, all’interno della comunità rom che forma anche il “cast” e ci regala un’opera “verista” come poche, in cui i rom recitano se stessi. Continua a leggere

Il caso Oristano e l’ottusa guerra ai “ciclisti”

Breve tratto di pista ciclabile sulla via Emilia, a pochi chilometri da Piacenza

Centri storici vietati alle bici. La guerra silenziosa ai ciclisti“. Un titolo de “La Stampa” di qualche giorno fa mi avrebbe fatto saltare dalla sedia se non fosse che la notizia, in realtà, non sembrava meravigliarmi. A Oristano il sindaco ha emesso un ordinanza in tal senso. Anche Trieste progetterebbe qualcosa di simile. A Portofino in alcune zone le bici non possono proprio entrare. Si sa, gli italiani, come in fondo tutti gli esseri umani, amano schierarsi. Non ragionare, ma schierarsi, a prescindere. Pro o contro, come nel tifo. E ultimamente quelli che vanno in bicicletta sono oggetto di un’insofferenza inspiegabile da parte degli automobilisti. Continua a leggere

Centrodestra, torna Parisi e vuole fare a pezzi lo Stato sociale. Flat tax e “minimo vitale”, magari si ma non così

Milano – Duecento persone circa, atmosfera cupa, giacche e cravatte. L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che già da tempo dichiara di “lavorare per costruire un’aggregazione tra Ap ed altre forze e personalità, prima fra tutte Stefano Parisi“, in prima fila, siede proprio accanto all’ex candidato sindaco di Milano, ex delfino designato di Berlusconi ed ora a capo del suo nuovo soggetto, “Energie per l’Italia“. Presentato in grande stile, nel settembre scorso, all’interno dei diecimila metri quadrati del Megawatt, lunedì scorso, Parisi e i suoi si sono invece ritrovati al teatro Franco Parenti.

Già in occasione della presentazione, Rivoluzione Romantica aveva documentato la realtà di un soggetto che sembrava voler riportare il centrodestra ad un liberismo più esplicito, quasi Ottocentesco nel suo timore nei confronti dello Stato. Oggi, quel timore viene confermato dalla proposta di lavoro avanzata proprio in occasione dell’incontro di due giorni fa: “25xtutti, la proposta di flat tax e introduzione del minimo vitale elaborata negli scorsi mesi dall’Istituto Bruno Leoni“, come riassume Parisi nell’invito telematico rivolto ai suoi. Continua a leggere

Valentijn, modella trans: tutta la sua vita in un documentario. Ieri a Milano in un incontro su “gender” e diritti

Valentijn de Hingh. La sua storia è un caso paradigmatico nella trattazione della transessualità. Non fosse altro che la modella amante della scrittura e poi anche dj olandese, nata in un corpo maschile il 5 maggio del 1990, dall’età di otto anni fino ai diciassette è stata protagonista di un documentario che ci permette di osservare in presa diretta alcuni momenti cruciali della sua vita e, così, probabilmente, della vita di molte altre persone che soffrono di disforia di genere. Il documentario – che il regista Hetty Nietsch ha iniziato quasi “casualmente”, occupandosi delle riprese per un programma che intendeva affrontare il tema dei problemi di identità sessuale precoci – parte quando Valentijn è appena un bambino e si conclude quando, ormai una “lei”, è lì lì per decidere se affrontare l’operazione per cambiare definitivamente sesso. Ed è proprio da questa proiezione, promossa dalla Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica che, ieri, presso la “Casa dei Diritti” di Milano, si è partiti per una discussione sul tema del “genere” sessuale, con Antonio Prunas (Professore Associato di Psicologia Clinica, UNIMIB), Roberta Dameno (ricercatrice di Sociologia del Diritto, UNIMIB) e Stefania Bonadonna (Medico, specialista in endocrinologia). Continua a leggere

Napoli, centri sociali tentano l’assalto a CasaPound: al solito, nessuna condanna politica

La manifestazione era stata regolarmente autorizzata e così, giovedì scorso, a Napoli, un nutrito gruppo di militanti di CasaPound si è ritrovato in piazza principe Umberto per chiedere sicurezza, lotta al degrado e ribadire: “Vasto è Italia”. In breve, per rispondere e aggiungere la propria voce all’appello dei cittadini che, in seguito ai fatti di agosto, hanno chiesto allo Stato di non abbandonarli al loro destino. Ma, per i centri sociali napoletani, era evidentemente troppo. Ecco perché sono giunti in forze a tentare di impedire il presidio pacifico indetto dal movimento di destra radicale. Continua a leggere

Altro che di destra, lo ius sanguinis torna con la Rivoluzione Francese. E lo ius soli è un “residuo feudale”

“Ripeti una menzogna con costanza, qualcuno lo convincerai. E’ così che diventa semplice anche far passare l’idea, ad esempio, che l’Italia, paese ancorato allo jus sanguinis, sia dunque arretrato e non al passo coi tempi come gli altri paesi”. Quattro anni fa, esordiva con queste parole un articolo che pubblicavamo su questo sito (e del quale consigliamo vivamente la lettura) per mostrare come, sulla base dei risultati di una ricerca dell’Università di Modena, l’anacronismo dello ius sanguinis non fosse altro che una bugia, appunto. Oggi che il dibattito si infiamma, c’è bisogno di ribadire quel concetto ma c’è anche bisogno, dal momento che è avvenuta una forte polarizzazione delle posizioni in merito, di ribadire un altro aspetto da evitare nell’affrontare la questione: la banalizzazione dei due principi. Ecco perché. Continua a leggere

Migranti caserma Montello: “no al trasferimento, ormai siamo milanesi a tutti gli effetti”

Milano – Come previsto da un’intesa siglata già lo scorso anno, entro fine dicembre la caserma Montello – 70mila metri quadri di cui 20mila coperti, che fino al novembre 2016 ospitavano duecento militari e dove attualmente è stato realizzato un centro d’accoglienza per immigrati – tornerà allo Stato per diventare, dopo i necessari lavori di risistemazione, una sede della Polizia. Eppure, i circa trecento richiedenti asilo e le varie associazioni di sinistra che li hanno sostenuti (dopo le proteste iniziali contro il centro d’accoglienza da parte di CasaPound, Lega Nord, ecc.) si sono detti più che sorpresi dalla notizia e per nulla d’accordo con il “metodo” usato nei loro confronti. “Non siamo pacchi postali”, hanno così fatto sapere attraverso un comunicato pubblicato dal profilo social della squadra di calcio dei Black Panthers. Formata dai ragazzi che vivono alla Montello, la squadra che il comitato “Zona 8 Solidale” definisce una “squadra afromilanese” è nata proprio grazie al sostegno di attivisti della sinistra cittadina, che hanno anche provveduto a lanciare una raccolta fondi on line per promuovere l’iniziativa. Continua a leggere

La legge Fiano è inutile ed anti-costituzionale: se ne sono accorti tutti tranne il Pd

Poco meno di una settimana fa, la Camera dei deputati ha approvato la cosiddetta “legge Fiano”, che prende il nome dal parlamentare e dirigente nazionale del Pd Emanuele Fiano ed introduce l’articolo 293 bis nel codice penale per punire “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie”. La pena prevista varia dai sei mesi ai due anni, con aggravante in caso di attuazione “attraverso strumenti telematici o informatici”. Approvato con 261 voti favorevoli, 122 contrari e 15 astenuti, il disegno di legge – che dovrà essere approvato anche dal Senato prima di poter essere promulgato – mira a punire le diffuse manifestazioni propagandistiche minori, attuate “anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità”, con il rischio tragicomico di retate nelle case e nei negozi di migliaia di italiani.

Soltanto che, dopo il parere negativo espresso già a luglio dall’Unione delle Camere Penali, la quale riunisce e rappresenta oltre 8mila avvocati penalisti italiani, i pareri contrari si sono moltiplicati, non solo tra i partiti di destra e in Parlamento – dove la legge è stata bocciata e considerata prettamente propagandistica anche dal M5S – ma anche sulla stampa di sinistra ed antifascista, oltre che sulle testate specializzate. Continua a leggere

Da Noli a Catanzaro, da Giuseppina Ghersi a Sergio Ramelli: partigiani dalla parte degli assassini

Non c’è pace per i partigiani e, soprattutto, post-partigiani dell’Anpi. E non c’è vergogna. Né onore. Non c’è limite all’odio di chi pure si auto-proclama eroe. E che questa volta si accanisce senza quanto meno pudore contro una bambina, Giuseppina Ghersi, violentata, torturata e uccisa più di settant’anni fa. Era il 1945, aveva appena 13 anni, ma ai partigiani non parse abbastanza per assolverla: secondo loro era una “spia dei fascisti”.

A far tornare il caso sui giornali nazionali è stata, questa volta, la proposta di un consigliere di centro-destra del comune ligure di Noli, Enrico Pollero, volta a dedicare una targa alla vittima innocente di questa barbarie. Ed è così che, con il sindaco a favore, si è deciso che la targa venisse inaugurata il prossimo 30 settembre, alla presenza del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Angelo Vaccarezza, ma non del sindaco di Savona (paese natio della ragazza) Ilaria Caprioglio. Ma, di fronte a questa decisione, è accaduto l’impensabile. L’Anpi si è opposta con parole che non avremmo mai pensato e voluto ascoltare: “Giuseppina Ghersi al di là dell’età era una fascista”, ha affermato il presidente della sezione savonese Samuele Rago, “eravamo alla fine della guerra: è ovvio che ci fossero condizioni che oggi ci appaiono incomprensibili. Era una ragazzina ma rappresentava quella parte là. Una iniziativa del genere ha un valore strumentale, protesteremo”. Continua a leggere

Film, “La Fratellanza”: Jacob e la gabbia del branco – Recensione e trailer ufficiale

Negli Usa è stato presentato prima dell’estate e non ha certamente (ed ovviamente) entusiasmato la critica internazionale come ha fatto a fine stagione “Dunkirk“, che ha prevedibilmente conquistato il primo posto al botteghino. Eppure “Shot caller” (“La Fratellanza“), 121 minuti di pellicola proiettati nelle sale italiane dallo scorso 7 settembre, ha sorpreso in Italia, guadagnandosi in fretta il terzo posto per gli incassi nel nostro Paese. La cronaca secca dell’Ansa ce lo presenta così: “un thriller che affronta da vicino la vita nelle carceri negli Stati Uniti, il Paese che incarcera il più alto numero di persone pro capite al mondo”. Ma “La Fratellanza”, film diretto da Ric Roman Waugh, con Nikolaj Coster-Waldau di “Game of Thrones” nel ruolo del protagonista, non è propriamente un film sul sistema carcerario americano, né sul carcere in sé. Non a caso “la Bestia”, leader della gang in cui – suo malgrado – entra a far parte l’ormai ex broker Jacob Harlon (finito in prigione per un incidente), oltre a mettergli a disposizione i suoi testi di psicologia, gli ricorda: “L’arma più potente di un guerriero è la sua mente“, aforisma che infatti conquista la locandina del film. Continua a leggere