Via gli attori bianchi, al loro posto attori neri. La “sostituzione etnica” virtuale è andata in scena pochi giorni fa nel quartiere di Brixton, a Londra, laddove gli spazi sulle fermate degli autobus dedicati a posters e pubblicità sono stati coperti con le locandine “ritoccate” di diversi film molto noti al grande pubblico. Titanic, Harry Potter a molte altre pellicole di fama internazionale, ma con una “piccola” modifica: gli attori non erano quelli originali, ma attori di colore. Continua a leggere
Autore: Emmanuel Raffaele Maraziti
A Livorno ennesima aggressione, ma l’antifascismo continua a non allarmare la sinistra
Occorre dire no alla violenza politica. Occorre dire no ad un’idea di militanza fatta di aggressioni e omertà. Occorre dire no a metodi che minacciano la libertà. Ed è necessario vigilare sulle organizzazioni violente. Peccato che, nonostante il mantra sia ripetuto quotidianamente dal centrosinistra e dalle più alte cariche dello Stato e del governo, le accuse siano puntualmente rivolte solo ad una “estrema destra”, che pure si presenta regolarmente alle elezioni, parla di Costituzione, mentre nel frattempo proprio le aggressioni ai neofascisti non accennano a fermarsi.
Due giorni fa, a Livorno, un militare di 37 anni vicino a CasaPound è finito in ospedale con una frattura al naso e diverse ferite al volto, alcune pericolosamente vicine all’occhio: trenta giorni di prognosi. E, mentre le Forze dell’ordine indagano su quanto avvenuto, il movimento delle “tartarughe frecciate” spiega a mezzo stampa che l’uomo sarebbe stato aggredito da quattro antifascisti armati di bastoni, individuato dal branco perché stava riattaccando un manifesto elettorale. Insulti e paura anche per la compagna, incinta, che era in auto mentre i quattro avrebbero sfondato i finestrini dell’auto. L’ennesima aggressione immotivata da parte dell’estrema sinistra e siamo solo ad inizio anno, come abbiamo raccontato pochi giorni fa. Per alcuni, evidentemente, è giusto così. Secondo alcuni (che evidentemente non l’hanno letta) la Costituzione dice qualcosa di simile. Continua a leggere
Taverna: dopo il successo del Guercino, in arrivo Mimmo Rotella e una grande mostra sul Seicento
Lo scorso sabato 24 febbraio, nel comune calabrese di Taverna, in corrispondenza con la data di nascita di Mattia Preti, è stata riaperta al pubblico la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Allestita al piano terra di Palazzo San Domenico, l’esposizione segue un percorso a ritroso che, partendo dalla ricerca visiva dei nostri giorni, conduce, infine, alla pittura del Seicento. Una scelta che mira evidentemente a diffondere la conoscenza dell’arte moderna e contemporanea, senza però rinunciare all’identità artistica locale, fortemente connessa al pittore caravaggesco nato proprio a Taverna (“Ecco perché visitare Taverna e scoprire Mattia Preti, il Cavalier calabrese”). Non a caso, il Museo Civico cittadino quest’anno ospiterà anche una mostra-evento dedicata alla vita e alle opere dell’artista catanzarese (con origini tavernesi) che ha conquistato il mondo con il suo “decollage”, Mimmo Rotella.
Novità e conferme, dunque, per un complesso museale strettamente connesso con la realtà locale e che, già nel 2017, ha catturato l’attenzione di diverse testate nazionali grazie ad un evento definito “l’evento culturale del 2017 in Calabria” e che ha fatto registrare circa 10mila visitatori: la mostra comparativa “Guercino e Mattia Preti a confronto”, una iniziativa che ha dimostrato come nella nostra regione c’è chi sa dare valore alle cose.
Ecco perché, senza nulla togliere al lavoro di squadra che è stato fatto, abbiamo chiesto al direttore/fondatore del museo, Giuseppe Valentino di raccontarci in prima persona com’è andata e di anticiparci cosa aspettarci dal 2018.
La flessibilità in Poste Italiane: una testimonianza dall’interno [#generazioneprecaria]
Il 20 dicembre scorso sono stato “assunto” da Poste Italiane. Due mesi di contratto o poco più: il prossimo 28 febbraio potrei essere già fuori. Stessa sorte toccata agli altri della mia stessa “infornata”. Eppure, Poste Italiane continua a reclutare, ininterrottamente, migliaia di postini. Ho inviato la mia candidatura ad agosto, in seguito all’apertura di posizioni come portalettere in tutta Italia. Ma campagne simili, in seguito, si sono ripetute praticamente a scadenza mensile e, da almeno tre anni, del resto, non sono più appunto una novità.
La precarizzazione del lavoro parte dall’alto, è sistematica. Entri già col punto interrogativo. Col fiato sospeso ogni due mesi. Sempre sotto esame. Sempre costretto a dire si a tutto. Pronto alla porta in faccia quando non servi più. Una vita col fiato corto. Perché, dopo tutto, se il settore recapito è inefficiente (e arretrato) e non crea profitti, è chiaro che, in attesa di disfarsene o di modificarlo radicalmente (almeno si spera), tocca assumere gente utile a tappare i buchi. Tanto la manodopera, con la disoccupazione che c’è, si trova. E le Poste, oramai una spa (seppur coi soldi per la maggior parte nostri), sono liberissime di tuffarsi nel bel mondo della flessibilità. “Gli inserimenti attualmente previsti nella misura di circa 1.500 unità”, recitava una nota di Poste Italiane nel 2014, “avvengono nell’ambito delle strutture territoriali del gruppo, al fine di gestire picchi di attività o situazioni di indisponibilità temporanea del personale stabile, in modo da garantire il mantenimento dei livelli di servizio attesi”. La musica è cambiata poco. Solo se sei fortunato e nel frattempo si è liberato un posto, dopo qualche anno di scadenze e rinnovi, ti fanno un contratto vero ed entri a far parte anche tu dei privilegiati. Continua a leggere
La fiamma del Caravaggio: la vita burrascosa del pittore a teatro e presto al cinema
Una scenografia dalla suggestiva semplicità, una recitazione vibrante, una sceneggiatura profonda e mai banale, che penetra l’anima dell’artista e dello spettatore. Ed è buio, tanto buio. Ed è luce, poca luce, e taglia il viso in due. Dà forma ai corpi. Definisce i contorni. E lascia scorgere il sublime del vero. Di carne. Passione. Sangue. Anima. Corpo. Pugni, schiaffi, pianti e rimorsi. Sofferenza e orgoglio. Vita.
E’ uno straordinario monologo di Matteo Bonanni, in uno spettacolo riproposto lo scorso 23 gennaio al Teatro Rosetum di Milano, a raccontarci le inquietudini di Michelangelo Merisi, l’uomo che si nasconde dietro l’appellativo con il quale è passato alla storia il pittore Caravaggio. Continua a leggere
Una ciclabile di 17 km a Catanzaro? Ecco dove e perché si può fare
In Europa l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto urbano e turistico dà vita a un fatturato di circa 44 miliardi di euro. In Italia, la cifra arriverebbe appena ai due miliardi. Perciò è potenzialmente una buona notizia la presentazione, lo scorso 10 novembre a Rimini, dell'”Atlante di viaggio lungo le linee ferroviarie dismesse“. La pubblicazione, curata dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, è contestuale all’inserimento, tra gli obiettivi del Piano Industriale 2017-2026, di un “programma di valorizzazione dei binari non più utilizzati, che consentirà di arricchire la rete di mobilità sostenibile italiana e di recuperare i tracciati che percorrono paesaggi ricchi di storia e bellezze naturali”. Intenzioni che, nell’introduzione di Gioia Ghezzi (presidente Fsi) e Claudia Cattani (presidente Rfi), sono mirate anche a preservare la “memoria storica” dei luoghi.

“Cavalcare, pedalare e camminare” quali strumenti per “viaggiare nel tempo“, spiegano le due donne al vertice. Con innegabili vantaggi economici per il gruppo, che risparmierebbe sulla gestione, ma anche per il territorio. Da un punto di vista pratico, infatti, una rete di percorsi di mobilità “dolce”, ciclabili o comunque ciclopedonali, non solo contribuirebbero a “migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità urbana, tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i beni culturali, accrescere e sviluppare l’attività turistica” – come viene fatto notare nel volume – ma sarebbero, prima di tutto, un passo importante nell’ottica del “recupero” paesaggistico. Un ottimo esempio di filosofia del riutilizzo applicato al campo delle infrastrutture e, dopo tutto, anche all’architettura del paesaggio: lo sviluppo non deve per forza accompagnarsi all’imbruttimento del territorio con l’abbandono di ciò che è “vecchio”. Continua a leggere
Portare il barcone dei migranti a Milano ci costa mezzo milione: il sindaco vuole farne un “museo dei diritti umani”
La notizia non giunge per nulla inaspettata. Se ne discuteva da oltre un anno e, proprio a pochi giorni dalla fine del 2016, ve ne avevo parlato (“Un barcone affondato in piazza Duomo: l’ultima sceneggiata immigrazionista“) raccontandovi gli ultimi sviluppi: la storia del relitto, le spese già sostenute, il coinvolgimento del regista Iñárritu, le pressioni e il sostegno della Chiesa, quello della Fondazione Prada e, ovviamente, dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Tanti sostenitori ma, alla fine, ovviamente, i soldi sono i nostri. E si tratta di ben mezzo milione di euro, soldi stanziati dal governo con l’approvazione, prima dello scioglimento delle Camere, della legge di Bilancio e, in particolare, dell’emendamento presentato dalla deputata Pd Lia Quartapelle. Poche parole per sfilarci dalle tasche 500mila euro, come se niente fosse, per un atto di ipocrisia estrema: “E’ autorizzata, in favore del ministero della Difesa, la spesa di 500mila euro per l’anno 2018 per le operazioni di messa in sicurezza, trasporto e installazione presso l’Università degli studi di Milano del relitto del naufragio avvenuto il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia”. Continua a leggere
“Guerriglia. Il giorno in cui tutto si incendiò”: Parigi in fiamme nel testo del giovane scrittore francese
La Francia che, trascinata dalla rivolta degli immigrati di seconda e terza generazione delle “banlieue“, sprofonda nella guerra civile, è in realtà un’Occidente che annega nella sicurezza artificiale di una società disciplinata al punto da aver perso ogni connessione con la realtà. La realtà della sopravvivenza, dei bisogni, della forza: una realtà non virtuale, in senso lato. “I moralisti avevano ucciso i realisti, la vita reale avrebbe ucciso la morale”.
“Al terzo giorno, il padrone era morto e ovunque lo si invocava per nome ad alta voce”. Niente più Stato, governo, polizia, soccorsi, assistenza. “I cittadini piangono come bambini“. Completamente assuefatti alla delega, incapaci di sopravvivere al reale, al di fuori delle istituzioni conosciute.
“Guerriglia” – testo di Laurent Obertone pubblicato da “Ring Edition” nel 2016 e stampato in Italia lo scorso anno da “Sign Publishing” -, che in quarta di copertina vanta le sua fondatezza basata “sul lavoro di studio, di investigazione e di previsione dei servizi di sicurezza francesi“, è, nonostante tutto, un libro che si rivolge al singolo per chiedergli: e tu, saresti pronto? Sopravviveresti al collasso del sistema? Te lo sei chiesto mentre, magari, lo invochi a gran voce? Continua a leggere
Gallimard pubblica le “opere proibite” di Céline e il governo convoca l’editore per avere “garanzie”

Céline si, Céline no: la Francia in queste ore si interroga e proprio pochi giorni fa “Le Monde” dava ampio spazio alla polemica scatenatasi da un mese a questa parte, richiamando la vicenda con tanto di foto in prima pagina. Del resto, già da diverse settimane, ha cominciato a circolare sulla stampa la notizia che Antoine Gallimard, alla guida di una delle più grandi case editrici francesi e mondiali, avrebbe intenzione di pubblicare le “opere probite” di Louis Ferdinand Céline. Continua a leggere
Spagna, ex militare ucciso a sprangate: fermato un anarchico con precedenti
E’ Rodrigo Andrés Lanza Huidobro, noto attivista anarchico 33enne, l’uomo fermato lunedì per l’omicidio di Víctor Laínez, 53enne ex militare spagnolo, aggredito fuori dal bar “El Tocadiscos”, sulla calle Antonio Agustín di Saragozza, lo scorso 8 dicembre perché indossava bretelle con i colori della bandiera spagnola.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.