Una scenografia dalla suggestiva semplicità, una recitazione vibrante, una sceneggiatura profonda e mai banale, che penetra l’anima dell’artista e dello spettatore. Ed è buio, tanto buio. Ed è luce, poca luce, e taglia il viso in due. Dà forma ai corpi. Definisce i contorni. E lascia scorgere il sublime del vero. Di carne. Passione. Sangue. Anima. Corpo. Pugni, schiaffi, pianti e rimorsi. Sofferenza e orgoglio. Vita.
E’ uno straordinario monologo di Matteo Bonanni, in uno spettacolo riproposto lo scorso 23 gennaio al Teatro Rosetum di Milano, a raccontarci le inquietudini di Michelangelo Merisi, l’uomo che si nasconde dietro l’appellativo con il quale è passato alla storia il pittore Caravaggio. Continua a leggere →
La Francia che, trascinata dalla rivolta degli immigrati di seconda e terza generazione delle “banlieue“, sprofonda nella guerra civile, è in realtà un’Occidente che annega nella sicurezza artificiale di una società disciplinata al punto da aver perso ogni connessione con la realtà. La realtà della sopravvivenza, dei bisogni, della forza: una realtà non virtuale, in senso lato. “I moralisti avevano ucciso i realisti, la vita reale avrebbe ucciso la morale”.
“Al terzo giorno, il padrone era morto e ovunque lo si invocava per nome ad alta voce”. Niente più Stato, governo, polizia, soccorsi, assistenza. “I cittadini piangono come bambini“. Completamente assuefatti alla delega, incapaci di sopravvivere al reale, al di fuori delle istituzioni conosciute.
“Guerriglia” – testo di Laurent Obertone pubblicato da “Ring Edition” nel 2016 e stampato in Italia lo scorso anno da “Sign Publishing” -, che in quarta di copertina vanta le sua fondatezza basata “sul lavoro di studio, di investigazione e di previsione dei servizi di sicurezza francesi“, è, nonostante tutto, un libro che si rivolge al singolo per chiedergli: e tu, saresti pronto? Sopravviveresti al collasso del sistema? Te lo sei chiesto mentre, magari, lo invochi a gran voce? Continua a leggere →
La prima pagina del quotidiano francese “Le Monde“, 5 gennaio 2018
Céline si, Céline no: la Francia in queste ore si interroga e proprio pochi giorni fa “Le Monde” dava ampio spazio alla polemica scatenatasi da un mese a questa parte, richiamando la vicenda con tanto di foto in prima pagina. Del resto, già da diverse settimane, ha cominciato a circolare sulla stampa la notizia che Antoine Gallimard, alla guida di una delle più grandi case editrici francesi e mondiali, avrebbe intenzione di pubblicare le “opere probite” di Louis Ferdinand Céline. Continua a leggere →
Oggi, a Como, un centrosinistra frustrato e più retorico che mai, si è riunito contro il pericolo fascista. Pericolo che, proprio nella città lombarda, sarebbe rappresentato dalla lettura di un volatino da parte del Veneto Fronte Skinheads. Proprio contro questo allarmismo a dir poco squilibrato si era schierato il giornalista Marcello Veneziani, in un articolo su “Il Tempo” titolato: “Il pericolo farsista” che vale davvero la pena di leggere. Ebbene, a pochi giorni di distanza da quell’articolo, Veneziani denuncia:“l’articolo è stato censurato da Facebook e cassato dalla pagina perché ‘Non adatto‘”.Continua a leggere →
“L’uomo, l’intelligenza artificiale e Big Data“. Una questione che, secondo Roberto Formigoni, ex presidente della Regione Lombardia che assiste in veste non ufficiale alla conferenza organizzata da “Esserci” al teatro Rosetum di Milano, rischia di portare con sé un “drammatico problema di libertà“. “Servono garanzie”, aggiunge, “c’è il rischio di una riduzione in schiavitù di tutti“. Come dargli torto. Continua a leggere →
Nella serie Netflix “Suburra” sulla ‘Roma criminale’ interpreta il capo del clan degli zingari Manfredi Anacleti; nella vita reale, però, ha ‘interpretato’ un ruolo se possibile ancora più complesso.
Adamo Dionisi, classe 1965, nel 2001 è un nome fra tanti nelle cronache romane, che lo vedono agli arresti per una vicenda di droga. E’ il 19 maggio 2001, infatti, quando la “Gazzetta” titola: “Arrestato per droga capoultrà della Lazio“. Ed è proprio lui, Dionisi, allora 36enne, militante degli “Irriducibili”, ad essere rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia in seguito ad una indagine effettuata dalla Digos che interessava anche gli ambienti ultras della capitale. Nell’inchiesta erano coinvolte almeno una ventina di persone, per reati che andavano dall’associazione a delinquere fino allo spaccio e alla detenzione di armi. Un’operazione conclusasi con una irruzione in un’autorimessa del ministero dei Beni culturali nella quale erano stati trovati 5 chili di cocaina, 30 di hashish e tre pistole (una rubata a un poliziotto). Continua a leggere →
“Nel labirinto più profondo della conchiglia taciturna si incontrano e respingono i poli del mio spirito: tu e tutti. I tutti che pretendono l’estremo sacrificio che la mia sola ombra oscuri il cammino! Ma, senza violar le norme dell’amore sublimato ti porto nascosta nel mio zaino da viaggio”. Sono le parole di questa poesia, scritta da Ernesto Guevara per la moglie Aleida nell’ottobre del 1966, a dare il titolo alla mostra che aprirà a Milano il prossimo 6 dicembre: “Che Guevara: tu y todos“. Una esposizione, quella per i cinquant’anni dalla sua morte (che ricorre esattamente oggi), che è nata da un progetto iniziato due anni fa e da uno studio di oltre cento pubblicazioni, degli archivi del Corriere della Sera, dell’Istituo Luce e delle Teche Rai, portato avanti da un gruppo di lavoro composto da una decina di persone che, per tre mesi, ha anche lavorato a stretto contatto con il Centro Studi Guevara di Cuba dove si è recato per visionare migliaia di fotografie, lettere, cartoline, video e scritti. Continua a leggere →
Self-portrait, “St. John Baptist”, Taverna (Catanzaro – Italy)
Let’s start spoilering something: contemplating in person the “St. Dominic’s vision”, that overlooks the altar of the San Domenico church (Taverna), is already a good reason to visit Calabria. But let’s take it slowly.
Less than three thousands inhabitants, a village at the foot of the “Sila Piccola” that settles just over 500 metres above sea level and reaches the 1400 metres of altitude at “Villaggio Mancuso“, Taverna is the synthesis of Calabria. Just a few minutes from the sea and, obviously, a few minutes from the wonderful and lush forests of the Calabrian mountains, like many other Calabrian villages, Taverna claims ancient origins. According to popular tradition, Taverna would have been founded by the inhabitants of Trischene, a Greek colony situated in the current Uria (fraction of the municipality of Sellia Marina), which the sisters of the trojan king Priamo would have given birth to. But despite the actual existence of Trischene have being debated, it seems plausible the existence of a Greek-Latin colony from which Sellia and Taverna would derive, following the Arab pirates incursions that forced inhabitants to find safer shelters in the interior during the Middle Ages.
The history of Taverna is the history of Calabria, a place where cities were founded by the ancient Greeks – as Kroton (Pitagora’s city), Skylletion, Locri, Rhegion, Kaulon, Hipponion, Terina, Sybaris and many more – giving the region the name of “Magna Graecia” and an incredible archaeological wealth.
And the geography of Taverna is the geography of Calabria: snug villages, clinging to the mountains, where you can breathe the burning wood in fireplaces in winter and the scent of the sea during summer. Continua a leggere →
Particolare attenzione ha riservato ieri papa Francesco, nell’aprire la prima assemblea generale della rinnovata Pontificia Accademia per la Vita, all’ideologia gender, tema del resto già presente nella sua esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, che pure ha fatto infuriare alcune minoranze tradizinaliste. Ieri, nel suo discorso, che ha inaugurato la sessione “Accompagnare la vita. Nuove responsabilità nell’era tecnologica” che si concluderà domani, il papa ha infatti ribadito con forza la sua posizione al riguardo: “L’ipotesi recentemente avanzata di riaprire la strada per la dignità della persona neutralizzando radicalmente la differenza sessuale e, quindi, l’intesa dell’uomo e della donna, non è giusta. Invece di contrastare le interpretazioni negative della differenza sessuale, che mortificano la sua irriducibile valenza per la dignità umana, si vuole cancellare di fatto tale differenza, proponendo tecniche e pratiche che la rendano irrilevante per lo sviluppo della persona e per le relazioni umane. Ma l’utopia del ‘neutro’ rimuove ad un tempo sia la dignità umana della costituzione sessualmente differente, sia la qualità personale della trasmissione generativa della vita“. Continua a leggere →
“‘A Ciambra’ va agli Oscar. Razzisti scatenati contro il film sui rom: «Buffonata»”. Il titolo dell’Espresso lancia l’allarme. Ma è quanto meno preventivo e poi la si dovrebbe smettere di trattare come fossero notizie vere i commenti degli utenti alle notizie. Detto questo, è proprio così: “A Ciambra”, la pellicola del trentatreenne italo-americano (nato a New York da padre italiano e madre afroamericana) Jonas Carpignano, è stata scelta dalla commissione dell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali per correre in rappresentanza dell’Italia agli Academy Awards 2018.
Il film di Carpignano, che vanta Martin Scorsese come produttore esecutivo, prende il nome dal quartiere di Gioia Tauro (Calabria) dove è stato girato, all’interno della comunità rom che forma anche il “cast” e ci regala un’opera “verista” come poche, in cui i rom recitano se stessi. Continua a leggere →
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