Negazionisti? Tutt’altro! Ecco cosa avremmo fatto al posto di Conte

Qualcuno, commentando sulle nostre reti sociali o contattandoci in privato, ha mosso una critica al nostro articolo sulla letalità del covid-19 (“Covid: i dati non giustificano la dittatura Conte) che merita di ricevere una risposta.
Dopo tutto, le critiche costruttive (al contrario degli insulti o delle critiche prive di argomentazioni) servono a perfezionare il proprio punto di vista o quello altrui, ecco perché le accogliamo con favore.

Sullo sfondo di un approfondimento che è stato molto letto e apprezzato, la critica era ampiamente attesa e si può riassumere così:

1) il tasso di letalità del covid è basso ma è comunque molto più alto di quello dell’influenza e, senza misure adeguate, provocherebbe una mortalità senza paragoni;

2) il discorso sulla letalità conta relativamente, perché il problema vero, a cui si vuole rispondere con lockdown e restrizioni, è il sovraccarico insostenibile del sistema sanitario.

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Covid: il negazionismo inventato per zittire le critiche

Qualche giorno fa, FanPage titolava: “vescovo negazionista muore di covid“. Poi, aprendo l’articolo, si scopriva che, in realtà, il vescovo non negava l’esistenza del covid. Il titolo, insomma, era una fake news.

Come questo, negli ultimi mesi, si sono visti centinaia di altri casi in cui intere piazze sono state etichettate come negazioniste, seppur quelle piazze non fossero lì per negare l’esistenza di un virus, ma solo per opporsi alle scelte del governo. In realtà, nessun movimento politico, seppur radicale, e nessun gruppo con una purché minima rilevanza sostengono che il covid non esiste.

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